Continuo a studiare, lo faccio da cinquant’anni e poi cerco di fare il riassunto con la pittura, di raccontare la vita degli artisti che amo, una sorta di letteratura dipinta. Adopero naturalmente il collage, l’assemblaggio di oggetti, la pittura a olio, a acrilico, a smalto. Ho sperimentato anche il video e l’installazione con Stefano Schiara. Nei miei ultimi lavori utilizzo le Barbie da collezione fissandole su tavole dipinte con il dripping, come in un libero gioco di associazioni, in omaggio a Pollock.
Nasce a Adria (Rovigo) nel cuore del Polesine. Già da giovanissimo prende a disegnare, ricercando in sé i segni di una vocazione. Fa pittura continuativamente. Da ragazzo conosce Foster, pittore del paesaggio palustre. Si lega di amicizia fraterna col pittore rodigino Cabbris Ferrari. Nel 1956, a Rovigo gli organizzano la sua prima personale. Ha appena sedici anni. Il tema è drammatico, le facce sono malinconiche. Sul libro delle firme Carlo Levi lascerà un messaggio: “I brutti musi sono molto belli. L’arte è fatta di coraggio. Buon lavoro”. Segue un periodo di grande lavoro ma anche di dolore e malattia, durante il quale Tono Zancanaro lo aprirà al mondo dell’arte incisa. In una delle sue visite a Venezia incontra Giorgio De Chirico, che dopo qualche anno gli offrirà di andare nel suo studio quando dipinge. Conosce e frequenta Renato Guttuso che di lui scriverà fra l’altro: “Mai ho visto in un giovane un più furibondo e ostinato amore per la pittura, un più appassionato desiderio di definire figurativamente i sentimenti”. Da allora fino ad oggi seguono mostre in tutta italia e all’estero. Impegno e lavoro continuo caratterizzano il suo mestiere di fare arte e spiegano la sua predisposizione “naturale” all’nsegnamento... È docente di Tecnica dell’ncisione all’Accademia delle Belle Arti di Roma.

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< L’AMOROSA DI FUMONE E L’ARTE
59 - Pollocchiana 2 (2009)
dripping e assemblaggio su tavola
38x30cm