Le tempere e gli acrilici sono i colori che uso nelle mie opere, realizzate quasi interamente su tela. Il colore e le forme sono appannaggio di un mondo interiore che sfila all’improvviso e si protende all’infinito. Il magenta, con i blu e i gialli, sono il supporto e la “chiave” per risvegliare reminiscenze ataviche, dalla terra bruciata e polverosa delle savane, agli spazi infiniti e apparentemente immobili dei deserti, resi vivi da respiri profondi. La mano diventa strumento del gesto che dà materia alle mie emozioni, alla mia “idea” del reale: il visibile è informale, incompiuta origine del divenire. Anche quando chiudo nelle geometrie spazi e campi, quel confine rassicurante si apre d’istinto ad altre forme.